loader

DEUMIDIFICAZIONE

Il contributo della Fondazione Cariplo ha permesso l’applicazione del sistema di deumidificazione ECODRY.

Lungo tutto il perimetro murario della Chiesa era stata infatti rilevata umidità di risalita; le problematiche maggiori erano visibili sulle colonne adiacenti alla facciata e nella prima cappella a destra, in particolare sotto il S. Isidoro di Girolamo Chignoli. Un’accurata indagine visiva permetteva di cogliere alcuni segni tipici del degrado causato dall’umidità: variazioni cromatiche (dovute all’interazione tra l’umidità e il materiale) visibili sulle pareti; efflorescenze saline; de-laminazione della pellicola pittorica; rigonfiamento, sfarinamento e distacco degli intonaci.

L’acqua, tuttavia, è solo uno strumento del degrado. La vera causa è da attribuire ai sali in essa disciolti. Entrando nello specifico si osserva che il degrado dei muri può essere causato sia dall’umidità di risalita, che alimenta la migrazione dei sali solubili presenti in profondità, sia dalla presenza di sali solubili sulle superfici la cui igroscopicità può produrre i danni visibili. Sono infatti i sali solubili la vera causa dei principali fenomeni di deterioramento e la loro fuoriuscita è spesso associata alla scarsa omogeneità dell’intonaco e alla porosità degli strati più interni.

Il degrado è dovuto quindi principalmente all’azione dirompente generata dall’aumento di volume dei sali disciolti nell’acqua presente nel paramento murario, che cristallizzano dentro i capillari dei materiali costituenti il paramento quando si alternano periodi di asciugatura a periodi di imbibizione determinando lo sgretolamento superficiale dei materiali. Il permanere di tali condizioni cicliche porta all’allontanamento progressivo del materiale dalla superficie del paramento murario che si presenta “cariato”.

Anche lo spessore dei muri ha la sua influenza: maggiore è lo spessore, maggiore è la capacità d’imbibizione. Le fondazioni immerse nel terreno assorbono l’acqua in esso contenuta trasportandola in alto in maniera tanto maggiore quanto maggiore è il loro spessore: infatti, ad un eguale contenuto percentuale d’acqua i muri di maggior spessore ne contengono una quantità maggiore mentre la superficie esterna dei paramenti murari – da cui può evaporare – è indipendente dalla sezione dei medesimi, per cui la quantità d’acqua trattenuta risulta tanto maggiore quanto più spessi sono i muri.

Gli intonaci in cemento ove presenti, in sostituzione degli storici intonaci a base di calce ostacolano la naturale traspirazione dei muri, favorendo l’innalzamento del fronte umido e la permanenza dell’umidità al loro interno.

Le circostanze analizzate, oltre alla presenza certa di falde nel sottosuolo della città di Milano, possono costituire le cause iniziali e le condizioni patogene dei processi di degrado riscontrati.